FATTORIA DEZI

Storia, terra e passione dal 1975

Enoteca La Moscheta e La Fattoria Dezi

L’incontro tra La Fattoria Dezi e Enoteca La Moscheta è avvenuto agli inizi degli anni 2000 quando Stefano Dezi entrò dalla porta dell’Enoteca con i suoi vini.
Da quel giorno, La Fattoria Dezi ha sempre avuto il suo posto tra gli scaffali dell’Enoteca, costruendo negli anni un rapporto commerciale sempre più solido, basato su confronto, rispetto e collaborazione.

Stefano Dezi, il proprietario, oramai è parte integrante della famiglia della Moscheta. Affetto e stima reciproca sono alle basi di un’amicizia coltivata negli anni bagnata da litri di montepulciano in purezza e squisite baccacce.

Emanuele Salmaso e Frédérich Berthelot
Emanuele Salmaso e Stefano Dezi in Enoteca

Benvenuti nelle Marche a Servigliano, tra mare e montagne

La famiglia Dezi è proprietaria di 15 ettari nell’entroterra fermano, più precisamente a Servigliano, 50 km a sud-ovest di Ancona. La Fattoria Dezi è ubicata al centro dei suoi vigneti per la maggior parte coltivati a Montepulciano e Sangiovese.

Fondata nel 1970 da Romolo e Remo Dezi, oggi la Fattoria produce circa 50.000 bottiglie l’anno, basando la tutta la produzione su due aspetti fondamentali:
il rispetto per l’ambiente e la cura per le vigne.

Per questi motivi, Romolo e Remo appena iniziarono a lavorare in vigna decisero di cambiare il sistema di allevamento della vite. Scelsero infatti passare all’allevamento di vigneti a spalliera per migliorare la qualità del vino, rimpiazzando gli antichi vigneti ad alberata o vite maritata.

Il sistema ad alberata è un sistema antico di allevamento della vite, in cui  la vite era maritata all’acero, nel caso della Fattoria Dezi.
Con questa tecnica colturale le viti non vengono sorrette da un palo, ma da un albero vivo, la cui specie è variabile.


Si tratta di viti secolari e di grandi dimensioni, la cui disposizione consente loro di superare anche i dieci metri di altezza.
Questa tecnica veniva usata per sviluppare la vite in altezza ed usare il terreno per altre colture.

Fattoria Dezi oggi

Oggi sono Davide e Stefano Dezi i custodi dello stile Dezi.
Davide e Stefano hanno introdotto nuove tecniche agronomiche ed enologiche finalizzate a migliorare la qualità del loro prodotto.

Davide Dezi e Stefano Dezi nelle loro vigne

L’ottima posizione delle vigne e l’ottimale composizione del suolo sono i 2 fattori naturali che permettono alla Fattoria Dezi di produrre vino di ottima qualità.
A questi doni naturali, Davide e Stefano hanno apportato miglioramenti manuali nella lavorazione delle uve sia in vigna sia in cantina.

Hanno iniziato a lavorare la vigne in modo biologico e biodinamico riducendo al minimo l’impatto ambientale e preservando al massimo le caratteristiche dei vitigni.

Per migliorare la qualità e il rispetto dell’ambiente, Davide e Stefano hanno introdotto in vigna:

  • Inerbimento dei vigneti: evita l’erosione e migliora l’assorbimento del terreno
  • Concimazioni organiche: donano migliore fertilità al terreno utilizzando i concimi corretti, non riproducibili chimicamente
  • Trattamenti a basso impatto ambientale 

Per migliorare la qualità e il rispetto dell’ambiente, Davide e Stefano hanno introdotto in cantina:

  • Impianto fotovoltaico: fornisce l’energia necessaria ai processi di trasformazione delle uve
  • Impianto geotermico: sfrutta la temperatura costante alla profondità di 10 metri, riducendo al minimo l’uso di energia elettrica
  • Impianto solare termico: fornisce l’energia per riscaldare l’acqua necessaria all’intera struttura

Regina del Bosco R. Quarantottomesi

Fiore all’occhiello della Fattoria Dezi, questo Montepulciano in purezza esprime in un unico bicchiere l’eccellenza delle Marche e del suo territorio.
Una bottiglia a tiratura limitata prodotta solo nelle migliori annate che affina in barrique per 48 mesi e i 6 successivi li passa in bottiglia.
Un vino estremamente elegante che fa parte delle eccellenze marchigiane.

Regina del Bosco riserva Quarantottomesi : Montepulciano in purezza a tiratura limitata

L’annata in commercio è la 2017 e ne sono state prodotte solamente 3.000 bottiglie.


Il nome di questo vino è un tributo alla Beccaccia, il volatile rappresentato nell’etichetta.
La Beccaccia, che in molti amano chiamare la “Regina del Bosco”, è la “donna” più desiderata dai cacciatori.

Si tratta di un volatile a becco lungo molto difficile da scovare e per questo il più amato.

Il colore è rosso rubino intenso con riflessi granati.
Il naso è complesso e regala in successione sentori di polvere da sparo, visciola, ribes, tabacco, cacao, fiori essiccati e china.

Il sorso è corposo, denso ed avvolgente. I tannini evoluti e il grado alcolico regalano un sorso secco e vellutato.

Una bottiglia di rosso importante, perfetta per una cena a 2 a base di selvaggina o beccaccia.
Oppure anche a fine pasto con un pezzo di cioccolato fondente.

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